Il Patrimonio archivistico – Guida ai fondi archivistici
Fin dalla sua fondazione nel 1978, l’Istituto Gramsci siciliano ha fatto appello a organizzazioni politiche e sindacali e ai loro dirigenti per avviare la costituzione di un Archivio storico con lo scopo di reperire, salvaguardare e mettere a disposizione di studiosi e ricercatori documentazione riguardante la storia della Sicilia, con particolare riferimento alla storia del movimento operaio, contadino e autonomista siciliano.
L’Archivio storico si estende per circa 300 metri lineari e conserva circa 60 complessi documentari tra archivi di persona, archivi di enti e associazioni e raccolte documentarie, tra questi: gli archivi di diverse federazioni provinciali e del Comitato regionale siciliano del Partito comunista italiano; l’archivio dell’Associazione nazionale partigiani italiani (ANPI) che testimonia la partecipazione dei siciliani alla guerra di liberazione e quello del Comitato di solidarietà democratica, un’organizzazione sorta nel 1948 per assistere legalmente quanti venivano colpiti dalle misure repressive durante le lotte per la riforma agraria.
Gli archivi di persona comprendono perlopiù le carte di dirigenti politici siciliani, tra questi: Pio La Torre, Pancrazio De Pasquale, Pompeo Colajanni, Girolamo Li Causi, Marcello Cimino, Vittorio Nisticò.
Si conservano anche archivi di giornalisti, tra questi Francesco La Licata e Mauro De Mauro.
L’IGS conserva inoltre le carte di Andrea Finocchiaro Aprile, tra i principali protagonisti del movimento indipendentista siciliano nel secondo dopoguerra.
Alcuni tra i fondi conservati sono stati dichiarati “di notevole interesse storico” dalla Soprintendenza archivistica della Sicilia il 7 giugno 1983, dichiarazione di Interesse Culturale poi ribadita ed estesa a tutto il patrimonio archivistico con il decreto MIBACT-SAAS-SIPA n. 82, del 03 agosto 2017 della Soprintendenza Archivistica della Sicilia – Archivio di Stato di Palermo.
Una parte dei fondi archivistici dell’IGS sono censiti nel SIUSA – Sistema informativo unificato delle Soprintendenze Archivistiche.
L’Istituto è costantemente impegnato in attività di riordinamento e inventariazione dei propri fondi e si avvale di diversi software di gestione documentale coerenti con gli standard nazionali e internazionali di descrizione archivistica (Archimista, xDams).
L’Archivio è sede di tirocinio curriculare del corso di Laurea in Lettere e Filosofia e Scienze Storiche dell’Università di Palermo.
Il personale dell’IGS fornisce servizi di orientamento agli utenti anche da remoto.
Le archiviste
Claudia d’Avossa
Tiziana Siragusa
tel. 091 6526745 – 091 591523
archivio@istitutogramscisiciliano.it
Consultazione e orientamento alla ricerca
Per la consultazione dei fondi archivistici e per usufruire del servizio di supporto e orientamento alla ricerca è raccomandata la preventiva richiesta di appuntamento.
Gli inventari e gli altri strumenti di ricerca sono disponibili in formato digitale sul sito web e in sede consultabili in cartaceo o tramite apposita postazione informatica.
Per la consultazione della documentazione è necessario compilare e sottoscrivere il Modulo di autorizzazione alla consultazione archivistica, disponibile in sede o sul sito web. Sul modulo andranno indicati nome e cognome, recapiti, ente o istituto per cui si svolge la ricerca, oggetto della ricerca, fondi archivistici e relative unità archivistiche di cui si richiede la consultazione.
Non è previsto un limite massimo di richieste giornaliere.
I documenti devono essere trattati con il massimo riguardo: è quindi vietato alterare l’ordine delle carte all’interno dei fascicoli, apporre sui documenti annotazioni, anche a matita, appoggiarvi fogli e schede di lavoro.
Consultabilità
La documentazione conservata presso l’Archivio storico è consultabile per finalità di studio e ricerca, nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dei beni culturali e di protezione dei dati personali.
La consultazione avviene in conformità:
- al D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, e successive modificazioni;
- al Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR);
- al D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, come modificato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101;
- alle Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica, adottate dal Garante per la protezione dei dati personali.
Ai sensi degli artt. 122 e seguenti del D.Lgs. 42/2004:
- i documenti contenenti dati sensibili o particolari sono consultabili decorso il termine di quaranta anni dalla loro data;
- i documenti contenenti dati idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare sono consultabili decorso il termine di settanta anni;
- restano ferme eventuali ulteriori limitazioni previste dalla legge o derivanti da specifiche condizioni stabilite dal soggetto produttore o depositante.
Possono inoltre essere esclusi dalla consultazione o sottoposti a limitazioni:
- i documenti in cattivo stato di conservazione o a rischio di deterioramento;
- i documenti per i quali sussistano esigenze di tutela fisica o giuridica;
- i documenti oggetto di riordinamento o non ancora inventariati.
L’utente è responsabile, sotto il profilo civile e penale, dell’uso dei dati e delle informazioni desunte dai documenti consultati, nel rispetto della normativa vigente.
Riproduzione di documenti archivistici
La riproduzione dei materiali è concessa relativamente ai documenti che non siano sottoposti al limite di consultabilità e che siano in condizioni di buona conservazione.
La riproduzione può essere effettuata con mezzi propri dell’utente direttamente in sede con modalità e strumenti idonei a garantire la tutela del materiale.
L’autorizzazione alla riproduzione è subordinata alla compilazione e sottoscrizione dell’apposito Modulo di autorizzazione alla riproduzione di documenti, disponibile in sede e sul sito web.
Su richiesta motivata, il personale dell’Istituto può effettuare riproduzioni a distanza per finalità di studio e ricerca. Modalità, tempi, costi e limiti quantitativi sono stabiliti dalla Direzione in relazione allo stato di conservazione del materiale, alla consistenza della documentazione richiesta, alle esigenze organizzative del servizio.
È vietato l’utilizzo della documentazione per usi commerciali, la sua cessione a terzi e la sua pubblicazione, in tutto o in parte, senza esplicita autorizzazione.
L’utente non può utilizzare il materiale archivistico riprodotto per finalità diverse da quelle indicate nel modulo di autorizzazione alla riproduzione di documenti.
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