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L'appello dei giornalisti ex L'Ora
firmato tra gli altri da Franco Nicastro, Antonio Calabrò, Vincenzo Vasile e Alberto Stabile

Signor presidente della Regione, signori deputati,
in momenti diversi dei nostri percorsi professionali nel giornalismo italiano abbiamo condiviso un’esperienza che consideriamo unica e straordinaria: ci siamo formati, ancora giovanissimi, e abbiamo lavorato con vari ruoli nella redazione del giornale L’Ora. La storia di quel giornale è stata già raccontata dal cinema, dai libri di saggistica ma anche dalla letteratura. Ci basta quindi solo ricordare che rappresentava un vivace laboratorio di idee, un luogo di confronto civile e un importante punto di riferimento culturale e politico. Per molti è stata una scuola del giornalismo moderno.
 La memoria di quel giornale, che ha ospitato tante firme illustri della cultura italiana e non solo italiana, può essere oggi consultata e rivisitata all’Istituto Gramsci Siciliano dove si trovano la collezione completa, le carte, le testimonianze personali, gli scritti e gli scambi epistolari di alcuni “padri” del giornale come Vittorio Nisticò, Marcello Cimino, Giuliana Saladino, Etrio Fidora e altri. Quel materiale è da tempo strumento prezioso di ricerca e di studio per gli studenti delle università e per gli allievi delle scuole di giornalismo di tutta Italia. E ha ispirato una grande mostra, con le pagine storiche del giornale, curata dall’Istituto Gramsci in occasione di un convegno sulla direzione di Nisticò i cui atti sono stati poi raccolti nel volume “Era L’Ora”, pubblicato sempre a cura del Gramsci siciliano.
   Noi tutti, che di quella storia siamo stati testimoni partecipanti, siamo ora fortemente preoccupati che possa essere dispersa a causa delle difficoltà dell’Istituto. Razionalizzare le risorse destinate alle istituzioni culturali è un criterio che condividiamo pienamente. Ma ci sono realtà che assolvono a ruoli di importanza fondamentale. E per questo vanno salvaguardate, promosse, riconosciute. Da qui muove l’appello che rivolgiamo con fiducia al presidente della Regione e ai deputati dell’Assemblea regionale siciliana perché sia assicurata all’istituto Gramsci la possibilità di proseguire un’attività sicuramente meritoria.