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L'appello di Giorgio Frasca Polara

Signor Presidente della Regione, Signori Assessori, Signori Deputati,

sono un giornalista parlamentare, già portavoce di un'altissima figura istituzionale della Repubblica; e, prima di trasferirmi a Roma, ho lavorato molti anni in Sicilia seguendo le vicende dell'Autonomia siciliana anche da cronista - seduto lassù, nella tribunetta alle spalle della presidenza dell'Ars - in tutti gli Anni Sessanta. Se mi rivolgo a voi è per dirvi che anche io ho sottoscritto, con schietta passione civile, l'appello per la salvezza dell'Istituto Gramsci Siciliano. E l'ho fatto non solo sentendomi corresponsabile della salvaguardia di un patrimonio storico, politico e culturale di grande importanza documentale (penso ad una ricchissima biblioteca e ad una preziosa emeroteca, alle pubblicazioni dell'Istituto, ai "fondi" Li Causi, Pompeo Colajanni, La Torre e altri illustri siciliani) per l'analisi e lo studio degli eventi di più di un secolo di storia siciliana. Ma l'ho fatto anche per una ragione personale e familiare: alla scomparsa di mio nonno, on. Andrea Finocchiaro Aprile (Palermo, 1964), mi posi - io che negli anni della sua vecchiezza lo avevo sostenuto con letture, informazioni, sbrigo di posta -  il problema della tutela, della conservazione, dell'archiviazione, della catalogazione di un enorme fondo di sue carte, documenti, copia di lettere spedite e ricevute, interventi e discorsi nelle legislature prefasciste, di cui aveva fatto parte anche come sottosegretario; nell'Assemblea regionale siciliana; nell'Assemblea costituente e, in ultimo, nell'Alta corte per la Sicilia abolita infine in seguito alla costituzione della Corte costituzionale. Così, d'intesa con i miei familiari, decisi di donare all'Istituto Gramsci Siciliano, appena esso fu costituito, tutte le carte di Finocchiaro Aprile, senza alcun preventivo vaglio su di esse. Su un periodo storico in particolare - la costituzione del Movimento per l'indipendenza della Sicilia, gli eventi anche drammatici che ne seguirono, le traumatiche divisioni che ne seguirono, la concessione infine dello speciale Statuto di Autonomia - il fondo Finocchiaro Aprile è stato ed è così rilevante e prezioso che diecine di storici, studiosi e studenti universitari vi hanno attinto e tuttora vi attingono (la bibliografia è già vasta e di grande interesse) per approfondire  molteplici aspetti del Movimento: dalla corrispondenza di Finocchiaro Aprile con i vertici delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, al ruolo dell'Evis, alle divisioni che intervennero nel Mis, ecc. E dunque non desidero, fortemente, che questo e tanto altro prezioso materiale conservato dal Gramsci siciliano vada malauguratamente disperso. L'Istituto ha una sua fisionomia precisa, sul piano storico e culturale, come del resto la Fondazione-madre sempre intestata al grande intellettuale e dirigente politico scomparso nel 1937 per i patimenti sofferti in lunghissimi anni di carcere. Mi appello a lei, Signor Presidente della Regione; a loro, Signori Assessori, a loro Signori Deputati regionali: al di là delle convinzioni politiche e ideali di ciascuno di voi, vi spinga il senso di responsabilità, l'impegno culturale, il dovere di siciliani a sostenere non la semplice sopravvivenza del Gramsci siciliano, ma un nuovo impulso della sua opera meritoria in cui è impegnato per la difesa della memoria storica della Sicilia.
Con fiducia, Giorgio Frasca Polara